Flavio Montelli, Ram 2003

Flavio Montelli // fumetto|Illustrazione

“ANIMA DI CARTA” di Ferruccio Giromini

Che bella, la libertà con cui i più nuovi autori affrontano oggi il fumetto. Sembra di assistere a tanti piccoli inquieti corrugamenti su quella che ormai consideravamo una tabula rasa. Sì, il fumetto, che sembrava catatonico e incapace di svegliarsi dal suo coma profondo, viceversa dà concreti segni di vita, ricomincia a muoversi. E lo fa in modi inattesi, a piccoli gesti, talora balbettati, che si reinventano i linguaggi per comunicare e raccontare. Ormai dimenticate le grandi vicissitudini muscolari (quelle le lasciamo ai supereroi e agli avventurieri), l’emozione passa oggi per immaginazioni più stanziali e riflessive, a volte semplicemente contemplative. Il campo di gioco, il terreno di scontro, la scacchiera è qui, tra un orecchio e l’altro, in questa scatola cranica che non finisce di stupirci per quante cose riesce sempre a contenere e per quante cose riesce sempre a rovesciar fuori, ora cornucopia generosa e ora scioccante vaso di Pandora, ora caleidoscopio sfavillante e ora pozzo buio senza fondo.
Le avventure interiori del diciannovenne Flavio Montelli girano intorno a un corpo e a una mente di ragazzo, come è giusto. Un ragazzo che guarda il mondo, il piccolo mondo che ancora lo abbozzola, ma non cerca di spiegarlo. Per ora lo vive, se lo lascia fluire attraverso, lo sente sulla pelle e se ne fa permeare. Sospeso. Sembrano sogni, ed è vita – sembra vita, e sono sogni. Sembra triste, e non lo è – ma quando sembra il contrario, neppure lì lo è. Tutto quanto circonda il ragazzo-che-guarda ha un senso, certo; ma c’è tempo per svelarne i segreti. Per ora, il bello è proprio il segreto, che comincia a schiudersi e a suggerire possibili soluzioni piano piano. Ma non abbiamo ancora voglia di conoscere le risposte; ci basta questa sottile eccitazione e questo stupore che ci dànno le domande al loro sorgere, immerse ora in un bianco tiepido, ora in un nero melmoso, ora in un rosso fradicio…
È la Grande Opera: l’eterno processo alchemico della formazione di un’anima, mentre studia i volti della realtà, i profili del prossimo, i gesti dei buoni e dei cattivi per rispecchiarli nella composizione di se stessa medesima, leggera “anima di carta” che si disegna da sola mentre disegna l’altro da sé. Ecco cos’è, anche, il fumetto contemporaneo: la libertà di mettere l’anima sulla carta. In un gesto di fiducia nei confronti del lettore, in una ricerca d’affetto e in un dono di sé, in un desiderio di scambio ideale. In cui ognuno possa raccontare liberamente pezzi della propria storia. E questa, come dice diretto il giovane autore, “è semplicemente la storia di un ragazzo felice che vive una vita felice e di notte fa incubi a sfondo nero”; e ce li racconta.

Flavio Montelli // fumetto|Illustrazione

curriculum artistico

1996 Fumetti per la rivista universitaria “Pongo”
1996/97 Fumetti per la rivista di fumetti “Il Pidocchio”
1997 Fumetti per la rivista underground “Supersonico”
1999 Un disegno esposto nella mostra del Liceo Artistico P.L. Nervi
2002 Tre disegni esposti nella mostra del Liceo Artisti P.L. Nervi
2002 Fumetto per la rivista “No words”
2002 Ogni settimana espongo quattro tavole all’Artistico in un mio spazio “Supertranquillo”
2002 “I dodici mesi dell’anno” con testi di Clarice Savorelli, 12 illustrazioni a colori, Edizioni Campomarzo Editrice


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