Marco Paci, Ram 2001
Marco Paci
testo Serena Simoni
“Saluti dal bel paese”
Nel formato della cartolina postale illustrata, quello da spedire agli amici dai luoghi ameni di villeggiatura, Marco Paci invia le sue immagini poco accattivanti, estremamente semplici, tutte tese a raggiungere un effetto di immediatezza. Le frasi che accompagnano le illustrazioni ne condividono la scarnezza e la sinteticità: poco spazio viene lasciato al particolare o all’effetto estetico, che sarebbero fuorvianti rispetto all’obiettivo: evitare – per quanto possibile – una ridondanza retorica che porterebbe troppo lontano dal messaggio dei lavori. Marco Paci, ravennate (1975), non è nuovo a lavori che partono dalla realtà, spesso di denuncia sociale, per recuperare nell’illustrazione la sua funzione prioritaria di messaggio. Lo scarto fra il suo lavoro e le immagini da cui siamo siamo attorniati, belle – soprattutto quelle della pubblicità – diventa necessario. Rispetto all’ironia dei saluti, e alla sinteticità delle immagini, è la mescolanza dei caratteri, a macchina, ritagliati dai giornali, scritti a mano, a rendere un effetto di dinamismo interno alla composizione e a denunciare il taglio “basso” del linguaggio utilizzato, quasi fossero messaggi anonimi, graffiti o slogan a spray sui muri. Per le immagini, vengono impiegati pochi colori, il bianco e nero, qualche intervento di azzurro e di rosso, per cristallizzare il tutto nel contorno di poche linee. La cultura del fumetto, le avanguardie storiche, le immagini pionieristiche dei manifesti delle avanguardie russe, possono essere i modelli di riferimento. Come nelle cartoline, compaiono nella serie presentata i saluti di rito: fin qui tutto bene, ma questi ultimi, espressi in italiano, bolognese, inglese o cinese, riportano in breve, nella sintesi della vignetta, quello che della cronaca non vorremmo sapere: le forze militari italiane che respingono lo sbarco delle imbarcazioni albanesi, le condanne a morte in vigore negli Stati Uniti, o le stesse pene, forse meno efferate perché immediate, della fucilazioni in Cina. E dalla Bologna nostrana, tutta “torri, tette e tortellini”, la cronaca che elenca episodi di razzismo nei confronti degli immigrati, tratti dai quotidiani o magari espresso tramite le parole di un arcivescovo, spintosi un po’ troppo in là nell’affermare che, in fin dei conti, gli esseri umani non sono poi così uguali.
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- Published:
- Maggio 3, 2001 / 2:11 pm
- Category:
- Artisti, Ram 2001, Testi critici
- Tags:
- arte, bel paese, bologna, cartoline, cina, illustrazione, immigrati, marco paci, pena di morte, Ram 2001, Ravenna, saluti, Serena Simoni, stati uniti, tette, torri, tortellini, uguaglianza

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