Davide Reviati, Ram 1999
Davide Reviati
a cura di Walter Pretolani e Francesco Coniglio
Galleria La Bottega, Ravenna
La risata cavernosa di 13,8 wisky e tre pacchetti d’ingestibili sighe sommerse l’omarino, forse uno studente, forse un collezionista oppure, dati i tempi e visto il luogo (Lucca ‘77, Teatro del Giglio) uno di quegli impavidi provocatori che godevano a farsi spiaccicare come mosche sotto le ruvide manacce di Hugo. Poi gli occhietti freddi e verdazzurri del Corto erano entrati nel cranio dell’omino e l’avevano disseccato come farebbe il Ghibli su di un incauto pesco fiorito un poco più a sud di Catania, tra gli elmetti dei caduti e gli Scorpioni del deserto. Altri omini sono venuti dopo e non trovano più chi li seppellisca con tanta maestria e continuano così a marcire e puzzare, puzzare e marcire fra gallerie, mostre, premi e granpremi ignari che uno scaraccio di Drug potrebbe fargli molto più male di quanto oserebbero mai confessarsi. Ci voleva una testa fissa al proprio cammino come un anacoreta al vuoto che lo circonda, uno stomaco capace di digerire tutta la lezione di un secolo di fumettisti; due occhi inclini alla dolcezza e macerati come ciliegie sotto spirito dal viversi quotidiano riflesso nel fondo d’ogni bottiglia vuota, d’ogni orecchia sorda al sentimento, d’ogni luce d’amore appannata per tirare fuori storie vestite di un nunnulla, segnate sulla carta con un pigmento di china e…, di sangue e pudore, di gioia di vivere e impossibilità d’esprimerla se non abbozzando su labbra macerate dal fumo, perché la resa dei conti potesse tornare tema d’attualità. L’omino incontrerà nuovamente un Maestro, rifarà la sua domanda e questa volta subirà lÕimpietoso sputo che segnerà l’addio definitivo tra categorie che non hanno più nulla da dirsi. Distratto visitatore, sei avvertito, stai attento a non fare domande sciocche.
Excuse me… are comic strips art?
A cavernous laugh, the result of 13.8 whiskies and three packets of indigestible cigarettes, overwhelmed the little man, perhaps a student, maybe a collector or, given the time and place (Lucca ‘77, Teatro del Giglio) one of those fearless provocateurs who got their kicks out of being swatted like flies by Hugo’s rough hands. Then Corto’s small, cold, green-blue eyes had drilled into the poor fellow’s cranium and dried him out, like the ghibli desiccates a rash peach tree flowering a little south of Catania, among the helmets of the fallen and Scorpions of the Desert. Subsequently other little men have come, but no longer do they find anyone who can zap them with such masterfulness. They continue to rot and stink, stink and rot among galleries, exhibitions, prizes and awards, unaware that a gob from Drug would do them a lot more harm than they would ever dare to admit to themselves. A mind fixed on its chosen path like an anchorite’s on the emptiness all around; a stomach capable of digesting the lessons of a century of comic strip artists; two eyes inclined to mildness and steeped like cherries in alcohol by the daily living of life reflected at the bottom of every empty bottle, of every ear deaf to feeling, of every faded light of love, these are what are needed to create stories dressed in nothing, drawn on paper with pen and ink, blood and decency, joie de vivre in the hint of a smile on smoke-stained lips. Maybe one day, showdowns will come back into fashion. Then the little man will again meet a Master, again ask his question and this time he will suffer the pitiless spit which will mark the final parting between categories with nothing more to say to each other. Distracted visitor, you have been warned, be careful not to ask any silly questions.
Walter Pretolani
Davide Reviati è un autore di Ravenna che non ha mai pubblicato i suoi fumetti su una rivista a diffusione nazionale. Segnalatoci da Ferruccio Geromini, lo conosciamo da diversi anni e, ogni anno, viene a trovarci in redazione con un pesante fardello di cartelline per mostrarci la sua recente produzione di storie a fumetti di Drug Lion, il suo personaggio. La ritualità dell’incontro é ripetitiva.
Davide Reviati é un talentuoso: rivediamo con grande piacere tutta la sua produzione che comprende anche illustrazioni (un libro in copia unica fatto tutto a mano dedicato al pittore Delacroix è spettacolare), disegni, schizzi e progetti vari. Dopo un’ora buona di visione assorta, rialziamo la testa emozionati dall’intensità del mondo interiore che abbiamo intravisto e annichiliti dal solito dilemma: come fare a trasferire queste emozioni ai nostri lettori? Perché Reviati, come tanti autori che non riusciamo a pubblicare ed alcuni che pubblichiamo, rappresenta per il “mercato” italiano quello che si definisce un “autore impubblicabile”. Non é in discussione la qualità dell’opera ma quella che gli addetti ai lavori chiamano “leggibilità”.
E Reviati, pur essendo criptico nel contenuto né spiacevole nel tratto, manca della fondamentale qualità di comunicatore; é un puro, trasferisce su carta le proprie emozioni senza alcuna mediazione, senza “rendersi conto” che il linguaggio espressivo é d’importanza fondamentale nella comunicazione, é un’arte e una scienza. Reviati vive, come molti altri autori, in un suo mondo inaccessibile ai più e, quel che è peggio, inespugnabile per il “mercato italiano”. In Italia le cinghie di trasmissione per qualsiasi opera d’ingegno riproducibile a mezzo stampa sono due canali massificati, brutali, tagliati con l’accetta, generici: l’edicola e la libreria, terminali della cultura sempre più simili tra loro, dove nessuna selezione é possibile.
Tutta la produzione a stampa deve transitare indifferentemente in queste due immense ed esclusive condotte. E’ ovvio che, tornando ai fumetti, alla fotografia, all’illustrazione, autori come Reviati e tanti altri che già pubblichiamo non fanno “vendere” la nostra rivista, ma abbiamo deciso comunque di presentarvil il Folle Reviati in uno dei prossimi numeri seguendo quel meccanismo istintuale che ci porta a prestare agli amici il bel libro appena letto o il bel disco appena ascoltato. Reviati è un esempio, l’ultimo ospite nella nostra redazione, come lo sono stati negli ultimi tempi Gipi, Marco Marini, Andrea Volterra, Mauro Argiolas e tanti altri autori che non abbiamo ancora pubblicato.
Reviati è un pretesto per trasmettervi uno dei grandi dilemmi che ci affligge nelle scelte per la nostra rivista: ma è vero che la qualitˆ paga? Scusate lo sfogo specialistico, ci rendiamo conto che anche questo editoriale non “fa vendere”, ma Blue è anche questo.
Francesco Coniglio (Editoriale di “Blue” n. 77, settembre 1997)
Davide Reviati, an author from Ravenna, has never had his comic strips published by a nationally distributed magazine. First introduced to us by Ferruccio Geromini, we have known him for some years: every year he comes to see us at our editorial office burdened with portfolios to show us his latest comic strip stories featuring his character, Drug Lion.
There is a repetitive rituality about our meetings. Davide Reviati has talent: we are glad once again to see his work, which ranges from illustrations (his book, entirely handmade in a single copy only, devoted to the painter Delacroix is spectacular) to drawings and sketches - plus various other projects. After a good hour’s absorbed observation, we raise our heads, moved by the intensity of the interior world we have glimpsed and annihilated by the usual dilemma: how can we convey these emotions to our readers?
Reviati, like many authors that we cannot publish and some that we do, is what the Italian “market” defines “unpublishable”. Not the quality of his work is queried, but what the trade calls “readability”. Reviati, cryptic in content but with a pleasant graphic style, lacks the fundamental qualities of the “communicator”. He is pure. He transfers his emotions onto paper without mediation, without realising that an expressive language is of fundamental importance in communication art and science at the same time.
Like many other authors, Reviati lives in a world of his own which for most people is unapproachable, and what is worse, which will never triumph on the Italian market. In Italy there are only two channels through which any intellectual work in print can be distributed. Both are beholden to the mass market, brutal, and unspecialised: the news stand and the bookshop, two cultural outlets that resemble each other more and more, preventing any selection from taking place. All printed works must travel along these two immense, exclusive conduits.
Returning to comic strips, photography and illustration, obviously authors like Reviati, and many others that we already publish, do not increase our magazine’s sales figures, yet nevertheless we have decided to present Wild Reviati in a coming issue, in obedience to the same instinctive process whereby we lend a friend a good book we’ve just read, or a record we’ve just listened to. Reviati is an paradigm, our latest guest at the editorial office, as many other authors including Gipi, Marco Marini, Andrea Volterra, Mauro Argiolas that we have yet to publish have recently been. Reviati provides us with an excuse to share with you one of the great dilemmas that afflict us when we have to make choices for our magazine: does quality really pay? Forgive us this shop-talking tirade, we realise that this editorial too will not sell many copies, but this too is Blue.
Francesco Coniglio (Editorial in “Blue” No. 77, September 1997)
CURRICULUM
Davide Reviati Via Lago Maggiore, 52 48100 Ravenna
Tel 0544/450731
Pubblicazioni
1990
“L’HOSPIDALE DE’ PAZZI INCURABILI” di Thomaso Garzoni, (ristampa anastatica a cura delle edizioni ESSEGI), Ravenna. Esecuzione delle trenta illustrazioni.
1991
“KAOS” (Rivista mesile sui giochi di ruolo), Bologna. Illustrazioni e fregi decorativi.
1992 “VACA FUJETON” (Rivista ludica di grafica e linguaggio creativo). Storia a fumetti.
1993 “VACA FUJETON” (Rivista ludica di grafica e linguaggio creativo). Storia a fumetti. 1994 “TRATTI” (Rivista periodica di cultura delle edizioni Moby Dick), illustrazioni e storie a fumetti. 1995 “AHI AHI ANSELMA” (Cofanetto di dieci librini) Storia a fumetti del libro “Ahi ahi Anselma”, “SELENE” (Rivista periodica di fumetti) Illustrazioni. “VACA FUJETON” (Rivista ludica di grafica e linguaggio creativo). Storia a fumetti.
1996
“INTERZONA” (Rivista periodica di fumetti). Storia a fumetti.
1997 “OZONE” (Rivista periodica di cultura). Storia a fumetti.
1998 “BLUE” (Periodico mensile), Storia a fumetti,
Mostre
1990
“FUMETTO D’AUTORE” Personale Ultimo Piano (Villanova di Bagnacavallo)
1991
“ILLUSTRAZIONI SENZA” Collettiva Ð Sala Polivalente U. Boccioni (Morciano di Romagna) “THOMASO GARZONI” Personale Ð Libreria Tonini (Ravenna) “PRESENTAZIONE DEL LIBRO L’HOSPIDALE DE’ PAZZI INCURABILI E MOSTRA DELLE ILLUSTRAZIONI” Personale Ð Sala S. Vittore (Ravenna)
1993
“LA VACA NEL GRANAIO ARTISTI BOARI” Collettiva Granaio (Fusignano) “GIARDINI DELLA CONOSCENZA 1″ Colettiva - Palazzo del Turismo (Riccione) “LA VACA A LA FIRA” Collettiva - Centro Polivalente (Russi) “EXIBITION” Collettiva - Sala XC Pacifici (Forli) “CIOFI E FUMETTI” Personale - Sala espositiva G.A.M. (Mezzano)
1994
“PUNK & DRUG” Personale Ð Valtorto (Ravenna) “VACA” Collettiva - Capovolto (Russi) “1 RASSEGNA DEI GIOVANI ILLUSTRATORI IN ROMAGNA” Collettiva Palazzo del Turismo (Riccione) “DRUG LION” Personale Teatro Rasi (Ravenna)
1995
“LIBRI MAI MAI VISTI” Collettiva - Centro polivalente (Russi) “AMNESTY INTERNATIONAL” Collettiva - Sala Italia (Ravenna)
1996
“CIECHI” Collettiva - Valtorto (Ravenna) “6 PERSONAGGI D’ AUTORE” Collettiva - Sala Rossa della Pinacoteca (Ravenna)
1997
“LIBERO CANTIERE” Collettiva - Ex aula bunker (Lecce) “AMNESTY INTERNATIONAL” Collettiva - Palazzo della Provincia (Ravenna) “TANABESS” Personale - Cinema S.Biagio (Cesena)
1998
“MEDUSA” Personale - Spazio espositivo Il Gabbiano (Cervia) “FUMETTI A BOLOGNA” Collettiva - ZOOM Laboratorio delle arti contemporanee (Bologna) “DRUG LION A FIUMALBO” Personale - Palazzo Bondi-Santi (Fiumalbo)
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